Telelavoro ed Home Office – (ultima revisione: 03/06/2014)

Home Sweet Home..

Spesso, complice un pochino di “fanatismo”, una postazione di lavoro domestica è ineguagliabile, per potenza e comfort, da una qualsiasi postazione aziendale

Pare che stiano volgendo ad “un” termine – chiunque sa bene che non si finisce mai davvero.. – i lavori di ristrutturazione della mia casa iniziati nell’estate del 2008. Tralasciando qualche piccolo intervento qua e la il solo vano che, vuoi per l’impegnativo 2008, vuoi per gli incasinati 2009-2010, è evidentemente ancora impreparato e disadorno è lo studio/ufficio. Il ritorno ad una situazione meno caotica e più produttiva, quindi, sarà preceduto dal ri-imbastimento di quello che fino a due anni fa era il mio vero centro operativo – va detto: da programmatore..

Progetto nuovo ufficio domestico - Davide Cappelli
Progetto nuovo ufficio domestico

(Quasi) tutta la strumentazione c’è già ed al massimo abbisogna di uno svecchiamento lato hardware. Una volta fatto questo – si tratta di rivedere gli asset di CPU, RAM, etc.. – passerò a verificare l’acquistabilità di altri dispositivi (nello schema: “nuova dotazione prevista“), utili od a scopo speculativo (auto-formazione, ricerca, testing, etc..). Ma vediamo nel dettaglio..

Impianto audio

Parrà poco professionale ma ho sempre avuto bisogno di un supporto ambientale musicale (e non solo..). Pertanto il circuito che ho da sempre posato per primo è quello audio, di solito collegato da un lato ad un media server e dall’altro a sorgenti tradizionali come radio e/o TV. Il tutto è collegato ad un mixer analogico (ormai a dire il vero vetusto) che gestisce sia gli output che gli input, incluso un ingresso microfono. Non che debba fare il dee-jay ma un microfono vero (oggi mono, domani probabilmente stereo) ha caratteristiche che quelli da PC in genere non supportano, o supportano con scarsa qualità:

    L’omnidirezionalità, con la quale si può essere certi di poter parlare in qualsiasi punto dell’ambiente sapendo di essere rilevati senza problemi;La “equalizzabilità” del segnale, con cui si può decidere come debba essere resa la propria voce, evitando tonfi per i bassi e disturbi con gli alti;La protezione dagli eco e da stridori per allineamento con gli speaker.

Che io abbia voglia di registrare un messaggio vocale, degli appunti vocali, delle lezioni oppure desideri fare una tele/video-conferenza, insomma, un microfono tradizionale rende la immissione audio qualitativamente superiore. La predisponibilità per il passaggio attraverso mixer audio – e forse un domani un mixer A/V – rende inoltre più agibili alcune chicche come il pseudo-streaming attraverso Skype e similari.. Uno speaker aggiuntivo, il center-front di un sistema surround, ricrea, assieme al microfono tradizonale, un sistema per teleconferenze sensibilmente migliore di quelli standalone disponibili sul mercato.

WAN, LAN e WLAN

Sono connesso con una cosiddetta “DSL nuda“, ovvero solo dati, che gestisce sia il traffico IP che VoIP attraverso un modem/router wireless con supporto per due tunnelling VPN. Il mio IP address è statico, tanto che vi ho pure associato un dominio (http://home.cappelli.net) di III° livello per far accedere i miei clienti, le persone con cui collaboro ed io stesso (ovviamente il tutto è protetto da firewall). A livello LAN ad oggi supporto l’ETH a 10/100 ma la prospettiva è quella di arrivare a 10/100/1000; sarà sufficiente sostituire varie schede di rete e l’hub/switch, che uso solo per le transazioni interne alla rete. Alla WLAN oggi ed in futuro saranno collegati solo devices mobili:

    Il Laptop #1;Lo smartphone – ho da poco comprato un Nexus One con Android..;Un telefono wireless sia per Skype che per VoIP tradizionale;Un NAS solo per il back-up (incrementale), unico dispositivo, oltre al modem/router, supportato da un UPS;Il Laptop #2;(Eventuali) web/spycam – fra le idee c’è pure quella di una sorta di videocitofono con registrazione, stile segreteria telefonica, per evitare spiacevoli “disavventure..

Tornando, infine, alla LAN dovrò mettermi in testa – da sfegatato sostenitore del “Paperless Office” – che una stampante, magari multi-funzione, dovrà trovare posto da qualche parte..

Keyboard/Mouse Switch

Lavorando quasi contemporaneamente su più macchine l’uso di un singolo monitor sarebbe plausibile (..) mentre di certo è preferibile l’uso di un singolo accoppiamento tastiera+mouse, provvisto di switch per una connessione selettiva. Ce ne sarebbero pure in grado di switchare anche fra diverse macchine ed un unico monitor ma le peculiarità – empiricamente rilevate – del lavoro che svolgo fanno propendere per tenere ciascun segnale su uno schermo diverso.

Workstation #1 (Windows)

La prima workstation si potrebbe definire multimediale. Collegata all’impianto audio, al file server ed alla webcam, infatti, funge in primis da base per la comunicazione e per quello che ho chiamato “supporto ambientale“. Sulla medesima, tuttavia, svolgo pure tutte le operazioni connesse con la grafica, l’audio/video e la redazione documentale.

Workstation #2 (Windows)

Questa è la macchina di sviluppo, con tutti gli IDE e gli strumenti di gestione necessari alle tecnologie che uso. Poiché la macchina server, Linux powered, non le supporta tutte questa funge anche da server per applicazioni Microsoft (i.e. Sharepoint, SQL Srv, etc..). In futuro ciò avverrà attraverso varie virtualizzazioni.

Laptop #1 (Windows)

Questa è attualmente la sola macchina in funzione (dal 2008) e presto tornerà a fungere solo da prolungamento mobile delle due workstation: oltre alla gestione dei vari account di posta ospiterà solo feature selezionate dei primi due.

Laptop #2 (Mac..?)

In realtà avrei già un secondo laptop, montante Linux, che ha una certà età ed ho usato finora in qualità di “server portatile” per testing e presentazioni. In futuro devo decidermi a prendere un Mac da usare, soprattutto, per il supporto di tecnologie proprietarie, client e server.

Server (Fedora Linux)

Feature principali sono il webserver (Apache) e il dBserver (MySQL, PostgreSQL oggi, Oracle domani), la condivisione file (anche via FTP), tutte provviste dei moduli specifici. Anche in questo caso un domani è perevista l’introduzione di diverse virtual machine, soprattutto per ricreare le differenti versioni di ambienti di sviluppo.

Tutte le macchine, ovviamente, sono e saranno nattate verso l’esterno.

Ça suffit..?

No, manca ancora da citare il divano su cui – spesso, mio malgrado – mi addormenterò..