(God knows) I want to break free..

Copincollo l’infografica apparsa qualche giorno fa su Humanitech, elaborazione dell’originale proveniente dal blog di Solvate, marketplace on-line dedicato ai freelancers, in cui si decanta l’avvento di un’era nella quale, grazie alla tecnologia, i lavoratori di tutto il mondo – solo quelli che svolgono attività che in questo blog chiameremmo “telelavorabili” – potranno felicemente convertirsi al lavoro autonomo..

Sammy was low / Just watching the show / Over and over again / Knew it was time / He’d made up his mind / To leave his dead life behind..
(“Spread Your Wings“)

È poco ma sicuro: anche riportando l’enfasi, apertamente interessata, di Solvate all’interno di una prospettiva più realistica l’ipotesi di un mondo “homesourcing-izzato” resta improbabile, per lo meno nel breve-medio periodo. Almeno finché non si sarà stemperata l’ancora diffusa idiosincrasia per l'”esternalizzazione materiale” – quella contrattuale ha, invece, vagonate di fautori.. – del lavoratore. Ci sono ancora – e non penso solo all’Italia – troppi datori di lavoro, top/middle-manager o semplici capi-ufficio che sono culturalmente impreparati ad introdurre nelle loro valutazioni la nozione, resa oramai scontata proprio dal progresso tecnologico, per cui la presenza materiale di un impiegato sul posto di lavoro è prima di tutto un costo e solo in un secondo momento, e forse, un beneficio. Se non ci fosse questo blocco mentale anche la persona più scarsa fra quelle che si occupano, volenti o nolenti, di budget avrebbe salutato con favore alla remotizzazione di quanta forza lavoro possibile.

If I could only reach you / If I could make you smile / If I could only reach you / That would really be a breakthru (Oh Yeah!)
(“Breakthru“)

Sembrerò incoerente – visto che questa situazione smorza la diffusione del Telelavoro – però credo che sia meglio, per ora, che non si avveri lo scenario prospettato da Solvate. Non vi sono, infatti, i presupposti economici, e soprattutto i presidii sociali e normativi, essenziali per evitare che tale scenario si declini in un “bagno di sangue” per la “manodopera intellettuale“, perdipiù ulteriore a quello già in corso.

I don’t want my freedom / There’s no reason for living / With a broken heart..
(“It’s a Hard Life“).

Per capire di cosa parlo è sempre su Humanitech che si può andare: Dario Banfi, infatti, non solo predica ma anche razzola molto attivamente in favore dei freelance (quelli veri..!), e con molta precisione indica le debolezze dell’attuale status quo in cui essi operano..