Neologismi artigianali – (ultima revisione: 07/05/2014)

Il “Cripto-Telelavoro

Negli anni la diffusione del Telelavoro ha sviluppato – e continuerà sempre più.. – forme e comportamenti tanto “sotterranei” da richiedere un termine tutto suo

Coniare propri neologismi è uno sport estremamente diffuso, e anch’io voglio cimentarmici, specie in tal caso, in cui lo scopo è, se non sociale, almeno sociologico. La nuova parola di mia invenzione è “Criptotelelavoro” (o “Telelavoro Occulto“), che dovrebbe indicare..

una qualunque situazione in cui avvenga telecollaborazione senza che quest’ultima, tuttavia, venga ufficialmente riconosciuta..”

..da uno o più attori (lavoratore/i, colleghi, superiori, datore di lavoro, etc.) del setting lavorativo, tantomeno contrattualmente.

Preferisco molto di più questo termine di quello impiegato da Hans-Jürgen Weißbach dal 2000, ossia “Shadow Telework“.

Diciamo, innanzitutto, che il termine ha ben poche possibilità di attecchire, non tanto per una sua scarsa significatività bensì per per un fenomeno sociologico che sta sempre più affermandosi, cioè la subliminale pervasione della prassi telecollaborativa anche nei lavori (impiegatizi o paraimpiegatizi) tradizionali. Ad esempio..

  • Le tantissime aziende che hanno esternalizzato, dematerializzandola il più possibile, la gestione delle buste paga, estendendo alcuni propri flussi di dati (interni) alla struttura organizzativa (esterna) dell’outsourcee;
  • Il numero sempre crescente di lavoratori che optano – benché talvolta vi siano variabilmente obbligati – per integrare l’orario di lavoro con qualche ora passata sul computer di casa o sul portatile, magari durante una lunga pausa pranzo od un viaggio di lavoro.

La discontinuità e, soprattutto, l’informalità di queste situazioni, comunque telecollaborative, ne sta diventando il tratto strutturale.

Il tutto a discapito delle situazioni in cui il Telelavoro è, al contrario, formalizzato, regolarizzato, le quali – è questa la mia modesta previsione – difficilmente potranno ambire di conquistarsi, pure in futuro, percentuali di diffusione significativamente maggiori rispetto a quelle attuali.

Saranno le situazioni criptotelelavorative ad avere la meglio nel processo di istituzionalizzazione, ed al concetto tradizionale di Telelavoro, quello formale, non resterà che un ruolo marginale.

Ciononostante, ad oggi, l’identificazione e l’analisi di tutte quelle situazioni di Telelavoro Occulto può svolgere una duplice, importantissima funzione. Innanzitutto quella di agevolare la diffusione della consapevolezza sulla pratica telecollaborativa: se è possibile telecollaborare (con efficienza ed efficacia) il 15-20% del proprio orario settimanale, magari questo rapporto potrebbe venir anche ribaltato nel prossimo futuro. Inoltre l’informalità permette alle organizzazioni di abituarsi poco per volta telecollaborazione in sé, avendo tempo di esplorarne approfonditamente le opportunità ed i requisiti.

Infine l’accettazione della maggiore diffusione delle pratiche telecollaborative informali – e del quasi certo consolidamento di questa situazione in futuro – può servire a promuovere un’ulteriore consapevolezza: quella della grave inedeguatezza delle norme sul Telelavoro che, almeno in Italia, si concentrano su aspetti (reperibilità oraria, sicurezza del posto di lavoro, tutela di superflui diritti sindacali) importanti ma del tutto marginali rispetto alle esigenze emergenti (flessibilità di orario e logistica) empiricamente rilevate in tutto il mondo.