Telelavoro Inverso ed Internet delle Cose.. di Casa

Sempre più estrema la frontiera del Reverse Telecommuting

L’avvento della tele-cucina (domestica) può spiegare il futuro prossimo forse meglio dei rilievi del World Economic Forum 2016 e delle varie speculazioni su questi ultimi

Nel report del World Economic Forum 2016 tenutosi a Davos viene prevista la scomparsa di cinque milioni di posti di lavoro, concentrati nei ruoli amministrativi e di ufficio, a causa dell’automazione nell’ambito industrial-manifatturiero e della digitalizzazione (Offpeopling) in quello impiegatizio, sui quali insisteranno sempre di più fenomeni come la Internet Of Things ed i Big Data.

Forse la sorpresa con cui queste previsioni sono sono state accolte da molti commentatori è verace, ed è frutto dell’erronea percezione di un’estrema complessità dei driver di tali cambiamenti sociali. Magari cambiando prospettiva, in questo caso ribaltando la questione dal piano professionale a quello personale, essa potrebbe apparire nella sua effettiva semplicità. Prendiamo ad esempio questa pentola wi-fi, che fa parte di una serie dispositivi compatibili con la piattaforma di home automation WeMo della Belkin.

Superato il compiaciuto sorriso per tale diavoleria – sempreché non vi si opponga un rifiuto filo-luddista del tipo «una volta, in campagna, si appendevano le pentole direttamente sul focolare e il cibo era comunque squisito..!» (sul piano professionale di norma vengono avanzate le medesime considerazioni) – si vaga fra le potenziali applicazioni, per esempio crogiolarsi in poltrona mentre si controlla lo stato di avanzamento della cottura sullo smartphone, tra una whatsappata e l’altra..

L’addetto ai lavori, invece, con piglio ingegneristico potrebbe fare alcune considerazioni:

  • Posto che non è possibile trasportare il semilavorato dal frigorifero alla pentola forse sarebbe meglio prevedere anche una funzione di raffreddamento, per conservarlo tra la fase di preparazione e quella di cottura, e magari aggiungere anche quella di mescolamento;
  • A questo punto, anche se non fosse già integrata la possibilità di comandare la pentola dall’esterno della LAN, ossia persino da fuori casa, sarebbe sufficiente armeggiare qualche minuto con il modem-router per ottenere la stessa funzionalità.

Risultato: il pranzo o la cena potranno essere preparati da remoto, per sé stessi (ad esempio nel tragitto verso casa) ma anche per i propri cari (restando fuori casa, magari durante il lavoro). Non ho provato il prodotto ma sono più che convinto che conduca ad una situazione più soddisfacente di quella del cibo precotto, surgelato e poi passato al microonde.

La pentola wi-fi è solo un esempio fra i tanti di domotica spicciola, grazie a cui occuparsi delle faccende domestiche da remoto. Sono, infatti, ormai notoriamente appificate e connesse alla Rete:

  • Il controllo del riscaldamento invernale (ad es. Nest);
  • Il controllo del raffrescamento estivo;
  • Il controllo de(i contenuti de)l frigorifero;
  • Il controllo della lava-asciuga;
  • Il controllo della casa in sé, in termini di videosorveglianza (sia delle cose che delle persone).

Forse l’esempio più estremo è un baby monitor che permette di guardare il bebé, la sua stanza e di parlargli, ma è incalzato dalla stampa 3D di pietanze (Foodini). Coinugandovi altre divolerie come i robot aspirapolveri e un eCommerce dedicato alla spesa quotidiana – magari recapitata via drone (tipo Amazon Prime Air).. – in breve tempo il concetto di “Telelavoro Domestico” cambierà radicalmente prospettiva:

Il Telelavoro domestico non consisterà più nell’eseguire alcune attività lavorative da casa ma nello sbrigare alcuni lavori di casa al di fuori di questa. Persino dall’ufficio!
Dal Telelavoro Domestico al Tele.. Lavoro Domestico..

Ritorniamo ora sul piano professionale e riconsideriamo le previsioni del #WEF16:

  • Così come per il seppur estremo baby monitor non si tratta di un futuro potenziale bensì di una realtà già attuale, in un percorso evolutivo abbastanza ben marcato, pertanto “Resistance is Futile“;
  • Le tecnologie impiegate corrispondono a standard consolidati, così come la pentola wi-fi può essere amministrata passando per il modem-router che sta già in casa, senza bisogno di nuovi acquisti;
  • Così come il frigorifero che può persino auto-approvigionarsi online, la interoperabilità fra i sistemi è già oggi e sarà sempre di più un tratto caratteristico;
  • La differenza nel prezzo fra dispositivi (e metodi) tradizionali e smart giustifica già la propensione per questi ultimi e non potrà che ridursi.

Un discorso più approfondito meritano i foschi presagi sul fronte occupazionale, rispetto ai quali il WEF di quest’anno non ha potuto che consigliare caldamente una riqualificazione preventiva di massa, tale da agevolare il riassorbimento dei lavoratori le cui funzioni diventeranno in breve tempo «ridondanti». Il robot aspiratutto ritorna utile nelle seguenti analogie..

Potendosi permettere un addetto alle pulizie in casa il proprietario ieri doveva affidargli l’intera opera di pulizia, divisa in uno o più interventi a settimana, oggi può decidere di esentarlo dalla parte relativa ai pavimenti, riducendo l’impegno orario richiesto, e pertanto la spesa; se prima magari erano necessarie due persone ora ne basta solo una, magari specializzata nella cura del legno dei mobili o, ancora meglio, diversificata nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei robot. Un altro proprietario, tentennando sull’opportunità di permettersi o meno l’addetto, potrà trovare nel robot un’occasione per procrastinare questa decisione, e la conseguente rimodulazione delle proprie spese. Un terzo proprietario, che sa per certo di non potersi permettere l’addetto, verrà ammaliato dai prezzi sempre più accessibili dei robot.

Restare genericamente, mediamente bravi in tutte le parti costituenti un dato lavoro non è più sufficiente: risulta via via ridondante nella misura (macroscopica, a livello occupazionale) in cui alcune di queste sono progressivamente automatizzate. I ruoli già generici in sé, ad esempio quelli indicati dal WEF, sono quelli evidentemente più a rischio, e per mitigare questo rischio è essenziale procedere su almeno uno dei due fronti possibili: arroccarsi, raffinandosi, sulle parti meno automatizzabili e/od arrendersi alla automazione, diventandone attore (anche marginale, come nel caso della manutenzione).

Il tempo è tiranno, al solito, e in questo caso anche irriverente: sarebbe proprio assurdo se, traguardando ai prossimi 3-4 anni, le aziende, ormai già raggiunte da lavoratori in grado di gestire da remoto il proprio altro lavoro, quello delle banali faccende di casa, fino a poco tempo fa di gran lunga meno telelavorabile di quello ufficiale, fossero da questi anche vistosamente superate..